Giovanni Boldini

Giovanni Boldini

Giovanni Boldini

Ferrara 1842 - Parigi 1931

Boldini nacque il 31 dicembre 1842 a Ferrara da padre artista. Dopo aver ricevuto i primi insegnamenti dal padre Antonio, la sua formazione accademica si ebbe all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui si era trasferito perché più stimolante. All’Accademia seguì gli insegnamenti di Stefano Ussi ed Enrico Pollastrini.
Entrò poi in contatto con il circolo dei Macchiaioli al Caffè Michelangiolo; la loro ricerca sulla resa della luce naturale lo influenzò molto. Il genere pittorico che più lo interessò fu il ritratto.
A Firenze ritrasse molti dei suoi amici, come Giovanni Fattori e Vincenzo Cabianca, e personalità influenti dei salotti mondani: la rete di conoscenze che fu in grado di costruire fra nobili europei che frequentavano Firenze, colleghi artisti e intellettuali gli fu proficua per la sua maturazione pittorica e per le opportunità lavorative.
Nel 1866 partecipò alla Promotrice Fiorentina con alcune opere che vennero particolarmente apprezzate da Telemaco Signorini.
Dopo il successo nella città di Firenze, però, crebbe in lui un senso di irrequietudine e di limitatezza per la sua arte e cominciò a viaggiare.

Grazie alla protezione del signor Cornwallis -West e del duca di Sutherland, Boldini si spostò a Londra, dove ricevette numerose commissioni dagli aristocratici inglesi.
La meta che però interessava a lui era Parigi, città cosmopolita, ricca di stimoli e opportunità per gli artisti. Nel 1871vi si trasferì definitivamente.
Ebbe contatti con gli impressionisti, in particolare con Edgar Degas, e coltivò una relazione commerciale con Adolphe Goupil, il quale aveva già riunito sotto di sé una schiera di pittori come Giuseppe de Nittis, Ernest Meissonier, Giuseppe Palizzi e molti altri.

Boldini consolidò la propria posizione e cominciò a introdursi nel mondo parigino mondano dei salotti, ma anche quello espositivo, partecipando ai Salon.
Perfezionò il suo stile pittorico nei ritratti e riuscì a procurarsi numerose commissioni.
Dal 1876 intraprese molti viaggi: Germania, Paesi Bassi, Spagna, Marocco, Svizzera e di nuovo a Londra, per arrivare successivamente, nel 1897, a New York dove espose alla Galleria Wildenstein.

Nei primi anni del XX secolo Boldini tornò ad esporre ed eseguire ritratti in Italia; ricevette anche riconoscimenti ufficiali (Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia).
Durante la Prima Guerra Mondiale Boldini si spostò prima a Londra e poi a Nizza, facendo infine ritorno a Parigi nel 1918, dove rimase fino alla morte, nel 1931.
Fu sepolto, come da sua richiesta, nel Cimitero monumentale della Certosa di Ferrara.

Boldini viene ricordato come uno dei più grandi ritrattisti italiani. Il suo stile distintivo
era caratterizzato da pennellate ampie che conferivano un senso di movimento e una brillantezza unica che restituiva ritratti dinamici ma al tempo stesso elegantissimi.
Le sue opere erano espressione di una ritrattistica moderna che rese Boldini uno degli artisti protagonisti della Belle Époque.

La Galleria Phidias ha avuto il piacere di ospitare l’opera “Pastello Bianco”, ritratto di Emiliana Concha de Ossa.
Emiliana, giovane modella cilena, viene ritratta diciottenne da Boldini con la tecnica del pastello, giocando sui toni chiari del grigio, del bianco e del panna.

Il dipinto è stato esposto alla mostra Boldini and Fashion, tenuta nel 2019 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, ed è pubblicato sul Catalogo Ragionato dell’artista, a cura di Pietro Dini e Francesca Dini, alle pp. 270-271.