Francesco Vinea
Forlì 1845 - Firenze 1902
Francesco Vinea nasce a Forlì nel 1845 da una famiglia di origini modeste; la sua formazione iniziale è travagliata e discontinua. Fu subito evidente l’attitudine al disegno del ragazzo che, a soli 14 anni, si trasferisce a Firenze per iscriversi all’Accademia di Belle Arti della città. Presso l’istituzione segue le lezioni del pittore Enrico Pollastrini (1812 – 1876), avvicinandosi brevemente alla poetica romantica. Esordisce all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861 con Ritratto muliebre, dipinto che lascia intuire il suo interesse per lo studio del nudo femminile. Successivamente si dedica alla pittura storica, preferendo scene di genere in costume dai temi mondani e leggeri, pur non rinunciando a commissioni dal carattere più solenne sulla scia di Jean Louis E. Meissonier; già nel 1863 dipinge per gli appartamenti reali di Palazzo Pitti la tela Michelangelo che recita i suoi versi a Vittoria Colonna.
A causa di ingenti difficoltà economiche, il giovane Vinea è costretto ad interrompere gli studi e intraprendere un’attività lavorativa che gli garantisce un salario stabile, avvicinandosi al mondo della fotografia e all’illustrazione. Il mestiere gli permette di sviluppare abilità nella resa dei dettagli e studiare in maniera approfondita la pittura italiana del XVIII secolo.
Durante la sua intesa carriera partecipa a innumerevoli mostre nazionali ed europee, dove le sue ricostruzioni storiche, intrise di un’atmosfera gaia e colori lucenti, sono molto ricercate da vari mercanti d’arte, tra cui il celebre Adolphe Goupil e Luigi Pisani. Il largo successo riscontrato in Francia, Inghilterra e Germania gli garantiscono un’esistenza agiata, come dimostra l’acquisto di una residenza estiva a Pracchia, sull’Appennino pistoiese. Presso il suo studio in viale Principe Eugenio, Vinea lavora incessantemente ed instancabilmente ad opere dalla tavolozza luminosa e resa materica raffinata, i cui soggetti, adattati al gusto dei collezionisti internazionali, sono rappresentati con festiva eleganza e amabile frivolezza.
L’artista spazia da scenette di genere quali Colazione in campagna o Corteggio Nuziale ad opere storiche comeMoschettieri e Prima del duello (oggi alla GAM di Milano), dedicandosi anche a leggiadri nudi femminili, quali Una bagnante solitariaeOdalisca.
Molto apprezzati i dipinti di vezzose fanciulle, spesso immerse in giardini fioriti o aggraziate scene di interno e raffigurate mentre sorseggiano tè, dedite a romantiche letture o a passeggio nel parco con i loro animaletti. Tra queste opere ricordiamo Giovinetta in giardino, La tazza di caffè, L’ora del tè.
Nonostante il carattere quasi esclusivamente decorativo della sua opera, Vinea rappresenta uno degli esempi più significativi della pittura di genere di tardo Ottocento, incarnando perfettamente lo spirito borghese della sua epoca. Si spegne all’apice della carriera nel 1902 a Firenze, a soli cinquantasette anni.