Alberto Pasini

Alberto Pasini

Alberto Pasini

Busseto 3 settembre 1826 - Cavoretto 15 dicembre 1899

Nacque a Busseto il 3 settembre 1826 da Giuseppe Pasini e da Adelaide Crotti Balestra; a due anni perse il giovane padre e venne portato a Parma sotto la protezione dello zio Antonio, emerito pittore e collaboratore di Bodoni.

Pasini diciassettenne si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Parma, scegliendo la sezione di Paesaggio e successivamente quella di Disegno. Alla fine del 1851 la situazione politica, la mancanza di lavoro e la fiducia riposta in lui dal grande Paolo Toschi, lo decisero a lasciare Parma per Parigi. Qui la fortuna, ma anche le sue notevoli capacità grafiche ed espressive gli fornirono l’opportunità di lavorare presso il maggior studio francese di litografia, quello di Charles ed Eugène Ciceri. Pasini si trovò dunque inserito in uno degli ambienti più ricchi di stimoli e possibilità della capitale culturale del XIX secolo.

La litografia “La sera” del 1853 lo fece ammettere per la prima volta al Salon parigino di quell’anno; dopo questa affermazione importante Pasini lasciò i Ciceri ed entrò nel 1854 nello studio del prestigioso Chassèriau, il quale segnò il suo destino offrendogli la possibilità di sostituirlo come pittore addetto nella Missione del Ministro Plenipotenziario Bourèe allora in partenza per la Persia.

La missione lasciò l’Europa nel 1855 e giunse nella capitale Persiana Teheran dove Pasini soggiornò per dieci mesi; il viaggio di ritorno nel 1856 attraversò il Nord della Persia e l’Armenia arrivando infine al Porto di Trebisonda. Durante tale straordinaria avventura per terra e per mare, Pasini aveva registrato con l’occhio attento e riportate con mani rapidissime, disegno dopo disegno su piccoli album portatili.

In seguito Pasini mise a frutto quell’immenso patrimonio di memorie dando vita nei suoi dipinti ai piccoli caffè persiani, alle cavalcate sfrenate, alle lunghe carovane.

Alla fine del 1859 siamo al secondo viaggio nell’Oriente Mediterraneo; una volta terminato il viaggio potè unirsi in matrimonio nel 1860 con Mariannina Celi di Borgotaro e nel 1862 nacque a Parigi la loro unica discendente, Claire.

Nell’ottobre 1867 Pasini lasciò temporaneamente lo studio, che condivideva con il Pittara, e si mise nuovamente in viaggio, questa volta per Costantinopoli. In Turchia tornò anche l’anno seguente per consegnare i quattro dipinti che il sultano Abdul Aziz aveva commissionato proprio a lui, primo fra i pittori europei.

La guerra del 1870 provocò il rientro in Italia ed egli fisserà la sua dimora a Cavoretto presso Torino in una grande villa, la Rabajà.

Tentò ancora nel 1876 un quarto viaggio in Turchia; tuttavia la tragica morte del sultano e i disordini conseguenti bloccarono però il viaggio a Vienna. L’interruzione del viaggio verso Istanbul indusse Pasini sulla strada del ritorno a fermarsi a Venezia. Da allora questa città sostituì a pieno titolo l’Oriente.

Si spense a Cavoretto il 15 dicembre 1899.

Alberto Pasini è da considerare il maggiore orientalista italiano. Egli si situa in un contesto che aveva maturato da vari anni l’interesse e il gusto per i paesi esotici e in particolare per quelli di area musulmana.

I critici, anche quelli più ostili al suo genere esotico lo apprezzavano per la sua capacità di rendere il paesaggio e le architetture e la disposizione vivente delle figure; di lui si sottolinea soprattutto la padronanza luminosa dello spazio in controluce.